Reddito di cittadinanza, quando arrivano gli arretrati?

Per chi ha fatto domanda per il reddito di cittadinanza entro la fine del mese di marzo i tempi per la ricezione dell’esito si rivelano più lunghi del previsto. Dopo più di due mesi, infatti, c’è ancora chi attende una risposta da parte dell’Inps, il quale a quanto pare per alcune casistiche sta impiegando più tempo per la valutazione dei requisiti. Quindi, mentre ci sono persone che attendono persino l’arrivo della seconda mensilità del reddito di cittadinanza, ce ne sono altre che ancora non sanno se potranno fare affidamento su questa misura a sostegno del reddito. Nonostante abbiano fatto domanda più o meno nello

stesso periodo.

L’esito della domanda dovrebbe essere comunicato dopo 15 giorni dalla richiesta

Una volta inviata la domanda per richiedere il sussidio che integra i redditi più bassi, l’Inps procede con la verifica dei requisiti necessari per il suo ottenimento da parte del richiedente. L’esito dovrebbe essere comunicato tramite sms o email dopo 15 giorni dall’invio. Chi ha presentato l’istanza tra il 6 e il 31 marzo, quindi nella prima fase delle richieste, avrebbe dovuto ottenere un accoglimento o un rigetto della domanda a partire dal 16 di aprile, e l’accredito dell’importo spettante circa una settimana dopo. Non a tutti, però, le cose sono andate così. Per la valutazione di qualche caso particolare l’Inps ha avuto bisogno di tempi più lunghi, tanto che qualche richiedente è ancora in attesa di conoscere l’esito della propria richiesta.

Una norma contenuta nel decreto 4/2019 tutela chi attende una risposta

La buona notizia è che esiste una norma contenuta nel decreto 4/2019 su riforma delle pensioni (Quota 100) e reddito di cittadinanza. Nel testo che disciplina il provvedimento si legge infatti che il diritto a ricevere la somma a sostegno del reddito decorre dal mese successivo a quello in cui ne viene fatta richiesta. Questo significa che, indipendentemente dal tempo che l’Inps impiega nel dare una risposta, coloro che ne hanno fatto domanda, e ovviamente ne soddisfano i requisiti, hanno sempre diritto di ricevere la prima mensilità del reddito di cittadinanza nel mese successivo a quello in cui ne hanno fatto richiesta.

Due mensilità, la prima come arretrato

Di conseguenza, in caso di ritardo considerevole della risposta da parte dell’Inps, l’interessato potrebbe ricevere non una, bensì due mensilità del reddito di cittadinanza: la prima a titolo di arretrato per il mese di aprile, e la seconda che invece corrisponde al mese di maggio. La conferma da parte dell’Inps arriva sulla pagina Facebook dell’Istituto, riporta Adnkronos. Interpellata da Money.it, la rivista di economia e finanza, l’Inps ha confermato che è lecito pensare che coloro che ne hanno fatto domanda entro il 31 marzo, ma non hanno ancora ricevuto risposta, potrebbero ricevere due rate del reddito di cittadinanza, una di aprile e l’altra di maggio.