Non vuoi andare in pensione? C’è il bonus part-time

C’è chi sogna l’agognata pensione, addirittura vorrebbe anticiparla, e c’è chi, invece, proprio non vuole abbandonare il mondo lavorativo nemmeno raggiunti i requisiti e l’età pensionabile. Forse non tutti sanno che è proprio lo Stato a dare la possibilità ai potenziali pensionati di restare al lavoro, rimandando la pensione attraverso alcune misure specifiche. Una di queste è il bonus part-time, dedicato appunto a chi non vuole andare in pensione e vuole continuare ad operare ancora per qualche annetto, anche se con orari ridotti.

Cosa è e come funziona il bonus part time

Questo strumento è stato introdotto dalla Legge di Stabilità del 2016 ed è rivolto a coloro che una volta raggiunta l’età per la pensione di vecchiaia (66 anni e 7 mesi e 20 di contributi) o per quella anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, uno in meno per le donne) decidono di restare a lavoro per un massimo di 3 anni passando però da un orario di lavoro full-time ad uno part-time. Si tratta di una misura, ricorda AdnKronos, che può essere richiesta esclusivamente dai lavoratori del settore privato e non da quelli del pubblico.

Perché dire di sì al part-time

Ovviamente sono chiari i motivi che possono spingere un lavoratore in età pensionabile a dire di sì a un’occupazione part-time. In questo modo è possibile beneficiare di un bonus in busta paga oltre che della piena contribuzione (così da aumentare l’importo della pensione una volta che si smetterà di lavorare).

“Nel dettaglio lo stipendio viene integrato nella misura pari alla contribuzione persa con il passaggio all’orario part-time: quindi alla retribuzione prevista per l’orario ridotto bisogna aggiungere il 33% di quella precedentemente riconosciuta” specifica la nota.

I vantaggi contributivi se si resta

Tra i vantaggi del continuare a lavorare, anche se part-time, rileva anche il fatto che l’INPS accredita i contributi sul 100% della retribuzione, quindi anche l’importo futuro dell’assegno previdenziale ne beneficerà. Insomma, una garanzia non da poco per il futuro, quando si andrà “veramente” in pensione.

Gli orari di lavoro ridotti

Infine, beneficiando del bonus part-time, il dipendente in età pensionabile può ridurre l’orario di lavoro da un minimo del 40% ad un massimo del 60%. Qualunque decisione in merito all’orario, però, dovrà essere presa in pieno accordo con il datore di lavoro.