L’Italia che verrà sarà incerta. Il 2019 nelle previsioni degli italiani

Gli italiani ci provano a essere ottimisti, benché la promessa tradita di una ripresa nel 2018 gravi sulle prospettive del 2019. Che si presenta quindi come un anno incerto. E se il potere d’acquisto delle famiglie potrebbe beneficiare dalle attese nuove misure (soprattutto il reddito di cittadinanza) la crescita dei consumi è in calo. Nemmeno le ultime festività hanno fatto gridare al miracolo. Contrariamente al Natale 2017, che fece chiudere l’anno con un boom di vendite, gli ultimi 15 giorni di dicembre hanno fatto registrare per la GDO una sostanziale tenuta, ma solo grazie all’ulteriore crescita del discount.

Parola d’ordine, speranza

Per il 2019 però la prima parola che gli italiani scelgono è “speranza” (19%), anche se nel 2018 la sceglieva il 21%, e nel 2017 il 33%. Una parabola discendente a cui fanno da contraltare parole come “cambiamento” (16%) o “benessere”, passato dal 2% del 2016 al 12% del 2019. Si tratta di alcuni dati de l’Italia che verrà, il sondaggio di fine anno Coop-Nomisma e le previsioni sui consumi del Rapporto Coop redatto dall’Ufficio Studi di Ancc-Coop, con la collaborazione scientifica di REF Ricerche, il supporto d’analisi di Nielsen, e i contributi originali di Iri Information Resources, GFK, Demos, Nomisma. Pwc, Ufficio Studi Mediobanca.

I giovani più ottimisti

Insomma, seppur sempre meno speranzosi gli italiani continuano a sentire forte il desiderio di miglioramento, e a crederci di più sono gli under 35, contro il 4% degli over 55. Certo, l’Italia rimane un Paese polarizzato. Se un 27% è convinto che nei prossimi 12 mesi l’economia nazionale accelererà, un 19% è invece certo che l’Italia entrerà in recessione. Il vento dell’ottimismo soffia più al Sud e nelle Isole, che si contrappongono a un Nord più scettico. E proprio dalla situazione economica del Paese gli italiani non sanno bene se aspettarsi un 2019 in cui dover fare economia o in cui concedersi qualche soddisfazione.

Nelle previsioni di spesa cibo e smartphone

Se nel 2019 la spesa maggiore sarà dedicata al cibo, la grande maggioranza degli italiani è anche convinta che dovrà pagare di più bollette e utenze, carburante e altri costi di trasporto, servizi sanitari e spese per la salute. Ma per viaggi e smartphone non si accettano rinunce: l’83% degli italiani dichiara di pensare di regalarsi un soggiorno o una visita da qualche parte. Al secondo posto la tecnologia con smartphone (54%), tablet e computer (54%).

Scartate nelle previsioni l’acquisto di una nuova casa (72%), o dell’auto ibrida o elettrica (67%ì), che vengono superate solo dalla chirurgia estetica (91% dei no contro l’8% dei sì).