Ecodom ha smaltito più di 760mila tonnellate di elettrodomestici

Sono 765mila tonnellate i vecchi elettrodomestici smaltiti in dieci anni da Ecodom, il Consorzio Italiano Recupero e Riciclaggio Elettrodomestici, da cui sono state recuperate quasi il 90% di materie prime.

In occasione dell’evento per il decennale del consorzio è stato presentato il libro L’era dei Raee – 10 anni di Ecodom (di Marco Gisotti), che mostra i risultati di dieci anni di operatività e illustra il ruolo di Ecodom nella costruzione del primo sistema di gestione rifiuti affidato interamente alla responsabilità dei Produttori dei beni.

668mila tonnellate di materie prime seconde riciclate

Con il totale degli elettrodomestici dismessi in un decennio Ecodom ha riciclato 668mila tonnellate di materie prime seconde, da cui sono state ricavate 460mila tonnellate di ferro, 82mila tonnellate di plastica, 16mila tonnellate di alluminio (pari a un miliardo di lattine), e 15mila tonnellate di rame, pari al rivestimento di 170 Statue della Libertà, riporta Adnkronos.

Il corretto trattamento di questa tipologia di rifiuti ha permesso di risparmiare 880 milioni di kWh di energia elettrica, e di evitare l’emissione in atmosfera di 7 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Proprio come la quantità di CO2 che verrebbe assorbita in un anno da un bosco esteso quanto la Liguria.

“Un modello virtuoso che coniuga efficienza economica ed eccellenza nella tutela ambientale”

“La storia dei primi dieci anni del Consorzio – afferma Maurizio Bernardi, presidente di Ecodom – è fatta non solo di numeri, ma anche di relazioni costanti e proficue con i Produttori, i più importanti player sul mercato italiano, con le istituzioni, con gli attori della filiera, enti locali, aziende di igiene urbana, distributori, fornitori di trasporto e trattamento, e con le associazioni attive nella difesa dell’ambiente e dei consumatori”. E sono proprio queste relazioni che hanno permesso a Ecodom di costruire un modello virtuoso, “in grado di coniugare l’efficienza economica con l’eccellenza nella tutela ambientale”, aggiunge Bernardi.

L’Italia è fanalino di coda in Europa

Ma per il nostro Paese la strada è ancora lunga. Con circa 5 kg per abitante di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (Raee) raccolti ogni anno, l’Italia rimane fanalino di coda in Europa, dove Francia, Regno Unito, Irlanda, Austria e Belgio si posizionano oltre gli 8 kg e Svizzera e Norvegia arrivano addirittura a 15.

Non solo. Il tasso di ritorno dei Raee (cioè il rapporto tra quantità di rifiuti raccolti e quantità di apparecchiature vendute) è molto lontano dal target fissato dalla Comunità Europea, corrispondente al 65% dell’immesso sul mercato per il 2019.